Programma 2008/2011.Reinventiamoci la nostra Professione.Linee guida attività della Giunta Nazionale UNGDCEC Triennio 2008 - 2011OBIETTIVIL'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha assunto negli anni un ruolo centrale nello scenario associativo, non solo per gli appartenenti alla categoria.La sua "vitalità" e il suo "dinamismo" trovano ispirazione nelle idee e, soprattutto, nelle persone che di volta in volta sono chiamate a rappresentare gli Unionisti e la sua "forza" risiede proprio nella molteplici realtà che ne fanno parte. Questo documento programmatico si propone di tracciare le "linee guida" che indirizzeranno le scelte del prossimo triennio: A. Vivere l'associazionismo come "fonte rinnovabile" di sviluppo. Questo concetto ha in sé due aspetti: da un lato, il proseguimento del lavoro dei colleghi in continuità con le azioni portate avanti dalla Giunta precedente, cioè il fatto di essere rappresentanti di tutti gli Unionisti, coinvolgendoli nei vari livelli e confermando la disponibilità ad essere portavoce sia delle istanze dei colleghi più giovani, ma anche dei problemi sindacali e professionali dell'intera categoria. Dall'altro lato, l'attenzione verso le giovani generazioni e, quindi, la volontà di fornire strumenti di orientamento e formazione. Occorre, infatti, offrire una motivazione in più affinché un giovane neolaureato decida di intraprendere la nostra professione, in particolare pensiamo che occorra:
B. Valorizzare il riconoscimento e il ruolo del Dottore Commercialista all'interno del sistema socio economico. E' necessario riconoscere e valorizzare il ruolo del Dottore Commercialista ed Esperto Contabile sia nei confronti delle nuove generazioni che nei confronti di tutte le Istituzioni con cui l'UNGDCEC interagisce. In quest'ottica si cercherà di attuare un processo di "riposizionamento" e di evoluzione della professione, partendo dallo stato attuale e salvaguardandolo. Da diversi anni ormai, i numerosi cambiamenti all'interno del sistema socio economico hanno portato ad una vera e propria rivoluzione nell'ambito della professione. Si è creato un vero e proprio mercato della consulenza tradizionale che, ad oggi, trova la sua competizione basata unicamente sul prezzo, senza tener conto della qualità professionale e delle caratteristiche del servizio offerto. La nostra sfida sarà proprio quella di "re-inventare" la nostra professione, che non può restare ancorata solo alle visioni meramente contabili, ma deve innovarsi nel mondo della consulenza globale e ottenere una fetta di mercato ben distinta dalle altre. Fino ad oggi, la nostra categoria è "sopravvissuta" in questo mercato, nonostante i numerosi attacchi di delegittimazione della professione. Il passo successivo è sicuramente quello di conquistare la leadership riaffermando la nostra professione in termini di reale professionalità e di qualità di servizi. Questo processo parte proprio dal ristabilire il ruolo del Dottore Commercialista ed Esperto Contabile nell'immaginario comune. Si vuole soprattutto evidenziare quello che già di fatto è il nostro ruolo, ancorché spesso venga confuso con la figura del contabile. Siamo la categoria che fa da cornice al Sistema Paese. Il sistema produttivo senza la figura di un consulente appositamente preparato non è in grado da solo di riuscire con successo nel suo sviluppo. Ogni impresa ha un consulente e non solamente per pagare meno tasse, infatti il Dottore Commercialista ed Esperto Contabile non è colui che conteggia le tasse da pagare ma è il soggetto che si consulta per le scelte strategiche aziendali e per l'assistenza personale e non standardizzata nelle necessità private di imprenditori e cittadini comuni. In altri termini, si vuole far prendere coscienza di sé alla nostra professione, promuovendo le seguenti attività:
C. Favorire un visione unica di condivisione e comunione di intenti. Il coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli Unionisti rappresentano i fattori chiave di sviluppo dello spirito propositivo tipico dei giovani, che è da sempre la forza propulsiva dell'Unione e della sua diffusione su tutto il territorio nazionale. In questa logica, si pensa all'attivazione di una soluzione organizzativa permanente di discussione, elaborazione, approfondimento, proposizione e coordinamento dell'evoluzione dell'Unione. Questo tipo di organizzazione attiverà in maniera propositiva quelle che sono le sinergie locali - regionali - nazionali-internazionali e potrà riportare più facilmente le esigenze nei vari livelli e le eventuali proposte migliorative. In primo luogo, dovrà essere uno strumento operativo di supporto per la quotidianità degli Unionisti, di condivisione degli obiettivi, di comunicazione, quindi, con un passaggio successivo, attiverà la valutazione e il monitoraggio nei diversi livelli gerarchici al fine di non disperdere le informazioni e le idee che saranno proposte. L'obiettivo finale è quello attivare questa soluzione sul piano strategico, oltre che operativo, al fine di diventare una forza sindacale principale di tutta la categoria. Bisogna tener presente che per cambiare le cose fuori, dobbiamo prima modificarle all'interno, percorrendo un cammino comune per la riaffermazione di una identità professionale: visibile agli occhi di tutti come autorevole, unica e soprattutto non autoreferenziale. Questa è la sfida che dobbiamo vincere con noi stessi per poter effettuare cambiamenti: arrivare a mettersi costantemente in discussione, essere costanti innovatori di noi stessi per ottenere la leadership attraverso strumenti moderni di autovalutazione e di formazione. Per essere più forti all'esterno, valorizzare e vedere riconosciuto all'esterno il ruolo della nostra professione, è necessaria un'analisi approfondita di chi sono oggi gli Unionisti, cosa ne resta, perché, e come trasferire quanto acquisito nel proprio dna umano e professionale al futuro dei giovani. Solo passando da un'auto-analisi approfondita, reale, obiettiva e concreta, si riuscirà a traghettare dal passato al futuro il lavoro di tanti anni, con risultati duraturi e concreti. Pertanto, per favorire questa visione unionista e condividerne in comunione di intenti gli obiettivi, occorre, tra le altre cose, agire dall'interno della "categoria unionisti" nei seguenti modi:
PIANO STRATEGICO DELL'UNGDCECL'UNGDCEC è il principale sindacato della nostra categoria, quello che, ad oggi, rappresenta la forza più numerosa ed estesa su tutto il territorio nazionale, venendo a ricomprendere le molteplici realtà lavorative italiane. E' altresì quella più viva e dinamica il tutto dovuto soprattutto ad un coraggio del rinnovamento continuo che ha permesso negli anni di far emergere le realtà più meritevoli senza rendite di posizioni.Proprio per questo motivo, bisogna puntare a diventare soggetto di riferimento per l'intera categoria, associazione nella quale ognuno di noi si riconosce! Presentare l'UNGDCEC non più come organismo tradizionale, che nella logica delle professioni ordinistiche spesso vuol dire autoreferenziale, ma come una istituzione riconoscibile e autorevole in grado di avere un peso decisionale a livello nazionale capace di mettere in luce i propri risultati in termini di innovazione, formazione e ricerca. Essere giovani non è una situazione esclusivamente anagrafica, lo "spirito unione" è una condizione mentale che accompagna nel tempo. Fermo restando che sono i giovani che devono operativamente portare avanti le iniziative e le attività sindacali, vogliamo creare un grande progetto di colleganza intergenerazionale. L'UNGDCEC vuole proporsi all'interno del sistema socio economico nazionale come il principale sindacato dei dottori commercialisti ed esperti contabili, che al pari di altre categorie, riveste un ruolo importante ed efficace nella società moderna per la collaborazione e l'aiuto al settore dell'imprenditoria, in una visione dinamica e attiva dello sviluppo economico. Per realizzare gli obiettivi, in un'ottica di continuità con la Giunta precedente, occorre partire dalle linee di intervento a livello strategico:
Innanzitutto, per attuare una soluzione organizzativa permanente occorre l'ascolto dalla base e il coinvolgimento a livello nazionale dei singoli associati, a tal fine saranno costituiti dei gruppi di lavoro, con tempi e obiettivi specifici, formati da referenti scelti dalle Unioni locali coinvolte, i quali avranno sempre come supporto la segreteria nazionale, snodo strategico per tutte le attività. Essi a loro volta si occuperanno di formare squadre locali per il coordinamento e l'esecuzione delle attività previste. Ogni gruppo di lavoro dovrà attuare una programmazione che abbia obiettivi concreti e misurabili. A coordinamento e supporto di tutte le aree strategiche, l'area operativa segreteria fornirà tutta l'assistenza necessaria per rendere organiche, correlate ed efficaci tutte le attività. L'intervento concreto dell'UNGDCEC si sostanzierà nel cercare di realizzare, tra l'altro, i seguenti progetti. 1) Attività sindacale 1.a) Federalismo locale delle unioni Vogliamo rinsaldare il rapporto tra l'Unione nazionale e le unioni locali attraverso il coinvolgimento sempre maggiore nelle nuove attività della giunta nazionale delle unioni locali, in tutte le attività che la giunta intende sviluppare per la categoria. Solo attraverso una efficace condivisione dei progetti si potranno sviluppare e raggiungere gli obiettivi prefissati. Occorre peraltro riscoprire il senso di appartenenza al sindacato anche attraverso attività e segnali diversi: siamo un sindacato dei giovani e dobbiamo sviluppare la nostra attività anche attraverso eventi ludici, con orgoglio e senso di appartenenza. In tale ambito tante possono essere le idee nuove che dovremo andare a sviluppare, ad esempio:
1.b) Mandato specifico e relativo feedback a coordinatori e membri giunta Appare importante individuare in modo chiaro, specifico ed univoco le deleghe all'interno della giunta. Ogni componente di giunta sarà responsabile di una specifica area, da gestire con responsabilità ed adeguata autonomia. L'assegnazione di tali deleghe dovrà essere pubblicizzata al mondo unione, affinché ogni iscritto abbia la possibilità di sapere a chi si può rivolgere nell'ambito di tale area di attività ed il responsabile essere a completa disposizione degli iscritti. Altrettanto importante sarà rivitalizzare e rivedere il ruolo dei coordinatori regionali: i coordinatori sono e devono essere delegati della giunta sul territorio e non soltanto rappresentanti del territorio presso la giunta: essi dovranno avere un ruolo proattivo, presenti anche ai lavori di giunta e verranno coinvolti su progetti specifici e con mandato di sviluppo della vita associativa sulla base territoriale di loro afferenza. La creazione di un network solido passa attraverso una rivitalizzazione dei vari snodi della rete. 1.c) Azioni sindacali Bisogna dar voce ad una serie di battaglie sindacali rivolte alla tutela ed alla valorizzazione della categoria, cercando di dar voce alle esigenze di tutti i colleghi. Alcuni esempi di attività da sviluppare:
1.d) Nuovi sbocchi professionali Un nuovo lavoro in un nuovo contesto sociale. Occorre sviluppare e trovare nuovi ambiti professionali per il commercialista del futuro che non si occupa più semplicemente di assistere il cliente (privato ma anche pubblico) nelle scadenze quotidiane ma che ambisce a diventare soggetto in grado di assistere il proprio cliente in tutte le sue esigenze e problematiche quotidiane: occorre pensare altresì a una visione più reticolare della professione e in questo il network rappresentato dall'Unione può diventare la chiave di volta per il supporto ai giovani dottori commercialisti. Offrendo soluzioni condivise si potrà permettere la realizzazione di servizi con pacchetti "chiavi in mano" ottenendo i risultati di massa delle associazioni con la qualità superiore dei professionisti. 1.e) Creazione di un contenitore comune per i dottori commercialisti ed esperti contabili Per aumentare la nostra forza e la rappresentanza sul territorio va ripreso e sviluppato una sorta di "contenitore" che permetta di trovare il giusto spazio e la giusta dimensione a tutti gli unionisti e ai commercialisti in generale che, pur avendo superato il limite di età imposto dal ns statuto, hanno l'esperienza e lo spirito per contribuire all'attività dell'Unione. Le elezioni sono passate e pertanto vanno riprese le forze che hanno dato in passato un apporto all'associazione in un'ottica di sviluppo della categoria affinché anche con loro l'UNGDCEC possa diventare l'unica voce sindacale di tutti i commercialisti ed assumere il ruolo centrale che merita nell'ambito delle professioni economiche contabili. Una struttura che coinvolga in modo dinamico tutte le figure chiave del contesto della categoria riportando l'UNGDCEC al suo "core business" dei giovani e quindi proiettando la stessa verso il futuro. Una visione di tal genere porta altresì a rivedere, alla luce del modificato contesto economico e sociale, le scelte effettuate in termini di età massima per la rappresentazione e l'elettorato passivo all'interno dell'associazione. 1.f) Fiscale Occorre una presenza costruttiva e propositiva in materia che supporti il lavoro fatto dai colleghi nei confronti della nostra clientela. L'obbiettivo è quello di diventare voce autorevole in materia e di avere anche il favore della base dei contribuenti e la visione all'interno dei grandi media. Le proposte dovranno essere di alto valore sia dal punto di vista scientifico ma soprattutto dal punto di vista innovativo. Dai giovani ci si aspetta qualcosa di nuovo e di giovane. La realtà fiscale in Italia è una realtà pressoché fallimentare, troppi balzelli mascherati da semplificazioni, troppe scadenze, troppi obblighi per i piccoli contribuenti e per le imprese. La confusione in materia fiscale, generata da una normativa soggetta a continue variazioni, favorisce l'evasione e l'evasione favorisce l'incremento delle tasse, con conseguente crollo del sistema produttivo e della fiducia nelle istituzioni, innestando un circolo vizioso da cui l'Italia rischia di non uscire. Come dottori commercialisti e soprattutto come giovani che vogliono garantire al proprio Paese un futuro di certezze, dobbiamo lavorare in primis sul territorio locale e conseguentemente a livello nazionale per far percepire alle istituzioni che senza una consulenza accurata non si riuscirà a risanare il paese e che la consulenza accurata la può fornire solamente chi lavora tutti i giorni sul territorio nel territorio e per il territorio. Le azioni che potranno attuarsi potrebbero essere, tra le altre, chiedere la certezza delle scadenze, un diverso riconoscimento del ruolo di intermediari telematici, crediti di imposta per le associazioni professionali composte da giovani professionisti di età inferiore a 43 anni, attuare finalmente la deducibilità completa delle spese per la Formazione Professionale, la riduzione della ritenuta d'acconto e/o la libera disponibilità di utilizzo del credito che ne deriva negli Studi associati. 1.g) Societario In ambito societario vanno approfondite ed affrontate tutte le tematiche importanti per la categoria, in primis ruolo e funzione del collegio sindacale, al fine di rivalutare e salvaguardare tale funzione, anche alla luce delle recenti direttive comunitarie. Realtà estere che non contemplano la figura del collegio sindacale hanno dimostrato fin troppo tristemente che senza un sostegno professionale le imprese possono perdere di vista alcune parti del piano generale, rischiando direttamente il loro futuro. Un controllore- consulente-confessore quale il dottore commercialista è la figura ideale per lo sviluppo, certamente meglio di società di revisione che occupano molto spesso soggetti che nella professione non sono riusciti a realizzarsi. 1.h) Fallimentare Lo sviluppo di linee guida operative e l'uniformazione della prassi dei tribunali appaino i primi due obbiettivi da perseguire. Occorre innanzitutto trovare soluzioni che permettano la riduzione progressiva dei fallimenti, favorendo soluzioni meno drastiche e penalizzanti e permettendo il riscatto e la ripresa di imprese in difficoltà e soluzioni più vantaggiose (e soprattutto più celeri) per i soggetti vittime del fallimento (dipendenti, artigiani, creditori vari). L'omologazione delle procedure e il loro snellimento dovrebbe arrivare a permettere la chiusura dei fallimenti in tempi meno biblici e più consoni alle realtà economiche. Per il riconoscimento di un nuovo ruolo si può prendere spunto dal Decreto Correttivo della riforma. Infatti è stato previsto anche nel Concordato Preventivo e negli Accordi di Ristrutturazione la nomina di un iscritto all'Albo richiamando la norma sui curatori. In merito alla crisi dell'impresa va riconosciuto la funzione del professionista esperto un ruolo che possa adottare misure di prevenzione e allertare il sistema. Per quanto riguarda ulteriori modifiche e/o correzioni sarebbe opportuno estendere l'esdebitazione anche all'insolvente civile, al piccolo imprenditore e al mondo del NO-Profit. 1.i) Antiriciclaggio L'antiriciclaggio rappresenta una nuova incombenza problematica e di difficile applicazione per gli studi professionali, oltre che fonte di responsabilità. Appare indispensabile in tale materia da un lato individuare delle linee operative semplificate che individuino obblighi ed adempimenti per gli studi professionali e dall'altro proporre e/o richiedere una semplificazione e razionalizzazione della normativa. Come già ribadito, l'eccesso di regole porta alla violazione della sostanza e alla tutela, per assurdo, di chi queste regole vogliono combattere. Questo è il messaggio che deve essere percepito. 2) Formazione 2.a) Ruolo del centro studi Il Centro studi vuole continuare nella propria attività di sviluppo di servizi per la categoria cercando di aumentare al propria visibilità ed i propri sia nell'ambito di ricerca scientifica sia nella redazione di strumenti di pratica utilità per i colleghi. In tale ambito potrebbe diventare strumento di partenza per lo sviluppo di un progetto di certificazione degli studi volto a standardizzare e migliorare tutta una serie di servizi rivolti ai nostri clienti. Le commissioni di studio non dovranno essere una copia di quelle dei senior o degli ordini locali, ma dovranno mirare ad obiettivi sindacali:ovvero studio scientifico dell'argomento, con obiettivo strategico di formulare proposte supportate tecnicamente, a vantaggio soprattutto dei giovani. 2.b) Formazione - convegni L'intenzione della giunta è di favorire ed implementare la formazione a tutti i livelli, cercando di supportare l'attività delle unioni locali. I convegni nazionali potrebbero essere organizzati prevedendo una sede fissa con organizzazione diretta da parte dell'Unione Nazionale ed una itinerante, ospitati a rotazione da un Unione Locale, al fine di migliorare e standardizzare l'organizzazione e creare un evento fisso all'anno a bassissimo costo e che rappresenti l'appuntamento più importante per l'intera categoria. Data e luogo sempre certi favoriranno l'inserimento dell'evento nei calendari delle istituzioni, con le immaginabili conseguenze. 2.c) Formazione presidenti e consigli locali Molto spesso le iniziative non raggiungono i risultati sperati perché i presidenti, anziché esserne i diffusori, divengono i capolinea. Dobbiamo riuscire ad avere direttivi locali validi, formati e col corretto spirito unione su tutto il territorio, al fine di incrementare ancora di più la partecipazione dei giovani alle nostre iniziative, che non potranno essere tutte a livello nazionale, ma dovranno svilupparsi in tutto il paese. 3) Rapporti istituzionali di categoria 3.a) Network associazione - odc locali Occorre stabilire un contatto continuo e capillare con tutti gli odc locali e con tutti i colleghi presenti nei vari ordini. La forza di un sindacato e di un'associazione che si candida ad essere il principale network sociale e della categoria non può prescindere dal contatto con la base. Le unioni locali dovranno lavorare per migliorare, ove necessario, il rapporto con gli ordini locali; l'Unione Nazionale agirà direttamente per cercare contatti dove questi si rivelassero inesistenti. Non vogliamo imporre una relazione, ma intendiamo farla desiderare nell'ottica di un comune intendimento. 3.b) Confprofessioni La politica dell'isolazionismo non ha pagato: allo stato attuale noi subiamo per i nostri dipendenti un contratto collettivo che non firmiamo. Il risultato di ciò è che non possiamo in alcun modo incidere sulla formazione di tale contratto e gli eventuali benefici derivanti dall'ente bilaterale vanno a ricadere esclusivamente sulle altre categorie professionali. Occorre affrancarsi da una posizione che alla lunga, seppur nobile, risulta sterile ed occorre immediatamente firmare il contratto per poi migliorarlo dall'interno. Le vere rivoluzioni partono dall'interno, non si combattono dietro le barricate. 3.c) Cassa di previdenza La previdenza dei giovani è il problema storico su cui l'unione si è impegnata più di tutti, prima di tutti e con maggior rigore scientifico. Il numero elevato dei delegati all'assemblea vicini alle posizioni dell'unione fa sì che la nostra associazione possa incidere in modo costruttivo sulle politiche previdenziali a favore dei giovani e della categoria tutta. Occorre ristrutturare la commissione previdenza in modo che tutti possano trovare un ruolo nella stessa e far sì che al suo interno nascano le posizioni previdenziali che poi andranno a trovare il loro giusto sbocco nell'assemblea dei delegati. La pensione non è un problema dei soggetti anziani, ma è quello che ognuno si costruisce nella vita lavorativa. Questo è il messaggio che dobbiamo portare ai giovani colleghi, solo attraverso questa convinzione scaturisce l'iniziativa di monitorare e agire a favore della categoria. Se i giovani unionisti non avessero preso coscienza di questo, probabilmente i giovani non avrebbero nemmeno avuto una pensione a cui aspirare. Purtroppo questo non è percepito da chi è all'inizio della professione, come unionisti dobbiamo instaurare una cultura previdenziale, anche attraverso una vera e propria formazione dei presidenti e dei consiglieri locali, eventualmente con eventi sul territorio. Si può quindi pensare di inserire la materia previdenza nelle scuole di formazione professionale presso gli Ordini locali con interventi dei delegati locali quali docenze. Creare o sviluppare una coscienza previdenziale ancor prima di diventare professionisti, nel territorio dei praticanti, stante anche le attuali previsioni per gli stessi, è sicuramente compito della nostra associazione. Per il tramite dei delegati e consiglieri vicini all'unione è un progetto che può trovare attuazione. Sul piano degli obiettivi da perseguire dobbiamo proporre soluzioni che possano migliorare l'attuale condizione delle giovani generazioni sia sul piano della previdenza che dell'assistenza. La previdenza: sappiamo che, con il sistema di calcolo della pensione contributivo, il versamento del 10% restituirà una rendita esigua nel nostro futuro, sappiamo altresì che i redditi disponibili dei giovani non rende semplice incrementare i versamenti. Si possono immaginare alcuni provvedimenti volti ad incentivare l'appetibilità di un versamento che tenda verso il versamento massimo del 17%: in primo luogo collegare in parte a maggior versamenti, una maggiore attribuzione del contributo integrativo al montante individuale, introducendo comunque correttivi tesi ad evitare che questo strumento penalizzi i colleghi con redditi più bassi e, quindi, con difficoltà a versare più del minimo, anche prevedendo forme di prestito d'onore per i primi cinque anni di iscrizione. Un altro obiettivo, altrettanto importante, nasce dalla consapevolezza del ruolo che l'UNGDCEC può e deve avere nel panorama della previdenza dei giovani professionisti inseriti nel sistema delle Casse privatizzate e private. La sensibilità e la competenza finora dimostrata ci fa ritenere che noi si possa fare da punto di riferimento per la risoluzione delle problematicità caratterizzanti l'intero impianto che sostiene il welfare dei liberi professionisti e che pertanto accomunano tutti i giovani iscritti alle Casse, in termini di misure assistenziali e certezza della loro pensione. In questo senso ci faremo promotori, con un ruolo di primaria importanza, per l'istituzione di una struttura permanente di lavoro, in coordinamento con le associazioni giovanili delle altre professioni, al fine di cercare soluzioni condivise da proporre alle competenti Istituzioni. La nostra ricetta ideale è che le componenti giovanili delle diverse categorie, in quanto parti maggiormente interessate, debbano porsi quale controparte istituzionale del Governo per approfondire congiuntamente queste problematiche e proporre delle soluzioni condivise che abbiano come fine ultimo l'adeguatezza dell'aspettativa previdenziale di tutti i liberi professionisti così come dettato dall'art.38 della Costituzione Italiana. L'assistenza: l'analisi del bisogno di assistenza ci suggerisce che le fasce di età meno protette sono quelle giovani sia per i redditi attuali che in riferimento all'incertezza delle prospettive di sviluppo dell'attività professionale. Riteniamo che debbano essere immaginati strumenti di assistenza volti a tutelare i professionisti sotto i 45 anni e le loro famiglie da eventi quali incidenti, malattie, morte. Tali eventi sono fortunatamente non numerosi, ma certamente devastanti non solo da un punto di vista umano, ma anche economico. Costruire strumenti che tutelino i soli giovani può consentire di garantire buone prestazioni ad un costo non elevato, proprio a seguito della bassa frequenza di eventi calamitosi in questa fascia di età. Riteniamo che per dare un sufficiente spessore alla platea interessata, tali strumenti debbano coinvolgere l'intero comparto professionale e non solo i Dottori Commercialisti. 3.d) Rapporti con Cndcec Abbiamo molti rappresentanti del CN che sono vicini alle posizioni dell'Unione e molto impegnati per il bene dei colleghi. Abbiamo la responsabilità nei confronti della categoria tutta e in particolare dei giovani di monitorare e influenzare l'operato del CN collaborando e supportandolo ove fosse necessario, ma anche agendo da pungolo e criticandolo quando le sue scelte non potrebbero non rappresentare il bene precipuo dei commercialisti e qualora il programma elettorale che abbiamo appoggiato dovesse essere disatteso. Questo è il ruolo di un sindacato e questo è quello che intendiamo fare. Qualora il CN agisse in modo che secondo noi è controproducente per i giovani e la categoria, lo diremo a gran voce come sempre in passato è stato fatto. Essere alleati col CN vuol dire far crescere la categoria e poter esprimere opinioni che qualora si rivelano giuste, vengono ascoltate, e questo è un grande risultato per la nostra associazione. 4) Rapporti esterni di categoria 4.a) Rapporti Confindustria, Confapi, ecc. Dobbiamo essere riconosciuti per quello che siamo: la maggiore associazione di categoria in ambito della libera professione. Per fare ciò abbiamo il dovere di interloquire con le altre associazioni di categoria delle forze sociali ed economiche del paese. Dobbiamo candidarci, con le nostre idee e proposte, a essere il motore dello sviluppo e non lasciare agli altri un ruolo in cui, come professionisti e come consulenti, siamo naturalmente portati. Partiamo con le associazioni giovanili di tutte le maggiori rappresentanze italiane e da qui costruiamo una rete comune di sviluppo, a livello locale e a livello nazionale, senza pensare che il compito di colleganza sia demandato all'una o all'altra realtà. 4.b) Rapporti con politica - lobby Per diventare visibili occorre avere un'immagine che sia riconoscibile all'interno delle forze sociali ed economiche del paese. Per fare ciò la politica deve accorgersi di noi. Le nostre idee e le istanze che portiamo avanti spesso sono innovative in un paese che ha bisogno di innovazioni per ripartire, ma non vengono prese in considerazioni. Per implementare questa strategia, UNGDCEC dovrà assumere un ruolo proattivo rispetto agli interlocutori pubblici. Un approccio semplicemente reattivo, oltre ad essere limitante, rischia di impedire all'Unione di affrontare in anticipo e con una corretta pianificazione dei tempi e dei mezzi, le azioni da intraprendere. Al contrario, prevenire ed anticipare la decisione consentirà di porsi nella migliore posizione negoziale, offrendo soluzioni al legislatore. Per raggiungere questo traguardo UNGDC dovrà avviare nel 2008 una attività di presidio sul "territorio", incentrata da un lato su una capillare attività di monitoraggio ed intelligence dei temi caldi e dei centri decisionali, e dall'altro sulla creazione o miglioramento di una rete di relazioni su cui imbastire successive attività di lobbying. Questa attività non potrà che integrarsi con la strategia di comunicazione e di relazioni esterne più generale, alimentandola e allo stesso tempo traendone forza. L'attività di monitoraggio ed intelligence è indispensabile per una costante conoscenza e comprensione del dibattito politico-legislativo in corso, degli attori in gioco, dell'agenda dei lavori. Si tratta di individuare i soggetti chiave, monitorare l'approvazione di provvedimenti di particolare interesse per UNGDC, raccogliere informazioni da fonte diretta. Le informazioni così raccolte dovranno essere sintetizzare e interpretate per l'Unione e per i singoli Associati. La strada maestra è quella di avere il supporto di chi fa di questa attività un lavoro e lo svolge con professionalità. Per questo è desiderio di questa giunta di avere al suo interno il supporto strategico della figura del lobbista, supportato dalla figura dell'addetto stampa, che sosterrà le posizioni e le idee che la giunta, i coordinatori, i presidenti e gli unionisti tutti svilupperanno per sviluppare tutte le idee e i progetti sopraelencati. 4.c) Rapporti con governi locali Se siamo una forza sindacale e un network capillare non possiamo prescindere da avere rapporti oltre che con il governo centrale anche con le realtà locali. Occorre instaurare un rapporto biunivoco con le unioni locali dove da una parte supportiamo loro nel creare un rapporto costruttivo con i governi locali e dall'altro far emergere su base nazionali quelle realtà che più si elevano e brillano. 4.d) Altre associazioni sindacali Va fatta una differenziazione tra le forze sindacali di estrazione economico contabile e le forze sindacali di altre categorie. L'unione giovani si candida ad essere la forza più rappresentativa della categoria economico contabile e su questo va superata ogni forma di differenziazione che abbia un retaggio storico e non più attuale rispetto al mutamento sul panorama nazionale. Inoltre, come più grande forza sindacale, deve candidarsi ad avere il ruolo che merita al tavolo delle associazioni sindacali tutte. Il ruolo innovatore dell'UNGDCEC e le sue idee troveranno il giusto riconoscimento e il giusto spazio nel contesto sociale in cui viviamo e nelle associazioni sindacali presenti. 4.e) Rapporti con università e orientamento studenti vs la professione Il ruolo di sviluppo del paese e il vantaggio competitivo di una società passa inevitabilmente per l'innovazione e la cultura, pertanto è sul tavolo dove la cultura si crea che va giocata la partita più importante per reinventare una professione e riportarla al suo giusto ruolo nel contesto sociale. Occorre stabilire con i maggiori atenei un rapporto sinergico e costruttivo che porti da un lato beneficio a coloro che si stanno formando e da un altro a far meglio conoscere una forza sociale di questo pese ed avvicinare i giovani di oggi e i colleghi del futuro alla nostra categoria. (progetti formativi di stage presso gli studi, corsi tecnico pratici tenuti da colleghi ecc). L'Unione deve affiancarsi al mondo dell'Università in modo sempre più deciso, facendosi conoscere e cercando di esporre i punti di forza della nostra professione, in modo da creare attrattive per i giovani studenti, magari proponendosi come trait d'union tra il mondo della scuola e quello del lavoro, con il placet degli ordini professionali locali, favorendo l'ingresso negli studi professionali a condizioni certe e garantite. 5) Sviluppo nuove opportunità 5.a) Sponsor e partnership Da qualche anno è stata ripresa una politica di partnership con i nostri sponsor improntata su un rapporto dinamico. Non è più pensabile che le entrate, e pertanto la vita dell'unione, poggino solo su entrate derivanti da mera pubblicità sul web di un'azienda. Nel corso dell'ultima giunta abbiamo assistito a una ripresa delle attività di collaborazione e anche di soddisfazione di quelli che sono diventati partner dell'unione. Le collaborazioni hanno dato supporto all'attività sindacale della giunta e dovranno continuare in tal senso. 6) Comunicazione Tutte le attività sindacali e le iniziative dell'associazione non riscuotono successo senza il supporto di una comunicazione efficace. Occorre ritrovare e ripristinare il ruolo dell'addetto stampa e della comunicazione. Va ripensato il modo di interagire con i media. L'addetto stampa avrà un ruolo di supporto nella predisposizione dei documenti (predisposti e condivisi dalla giunta) e comunicati verso l'esterno. Va fatta una differenziazione tra quella che è la comunicazione verso gli addetti ai lavori e la categoria (iscritti, unioni locali, odc, cassa, cn, sole24ore, italia oggi), che oggi è già attiva, e la comunicazione verso la società tutta (media generalistici, Tv, mondo politico e economico ecc), che manca completamente con le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Nei confronti dei primi il rapporto va tenuto in mano a chi già oggi ha il legame con gli stessi e pertanto il ruolo spetterà a chi all'interno della giunta si occuperà di comunicazione. Il ruolo dell'addetto stampa avrà maggior impatto nel contatto con il mondo esterno e sarà implementato di concerto con il lobbista. Non è prevista la partecipazione dell'addetto stampa alla vita dell'unione e alle giunta ma solo una sua interpretazione verso l'esterno di quelle che sono le posizioni della giunta traducendolo con il giusto linguaggio comunicativo. Di seguito a titolo di esempio sono riportate le posizioni dove la comunicazione avrà il suo maggiore impatto:
7) Progetti speciali 7.a) Progetto giovani-studio. Supporto attività giovani Occorre supportare i nuovi iscritti sin dall'inizio della professione di dottore commercialista. Occorre stabilire con i nostri partner un rapporto che aiuti a sostenere coloro che stanno iniziando il difficile percorso della professione mediante accordi che prevedano di avere per i primi anni di attività la gratuita assoluta di alcuni strumenti utili per la lo svolgimento della professione quali il software gestionale, i corsi di formazione specialistici, la banca dati, le riviste ecc. 7.b) Revidoc Per creare nuove opportunità ai giovani Colleghi, che molto spesso sentono il "richiamo delle sirene" delle società di revisione, occorre realizzare e promuovere la costituzione di una società di revisione che possa essere formata esclusivamente da dottori commercialisti ed esperti contabili e che svolga la propria attività nei confronti ed a favore dei colleghi, fornendo loro supporto formativo e tecnico nello svolgimento delle attività di revisione contabile ed apportando quella qualità professionale che molto spesso manca nelle figure "inviate in trincea" dalle attuali società di revisione. 7.c) Cofidi UNGDCEC Si potrebbe costituire, anche col patrocinio o col supporto del Consiglio Nazionale, un Consorzio fidi atto a concedere la garanzia per affidamenti a breve e/o a lungo termine, la sottoscrizione di leasing, la costituzione di fideiussioni in favore di professionisti (regolarmente iscritti ad un Albo riconosciuto) che decidano di affrontare l'acquisto del mobilio di studio, di computer nuovi, l'acquisto dell'immobile per l'attività o per la famiglia,o, perché no, l'acquisto di una nuove autovettura. Tali Consorzi Fidi, sono regolati da una normativa estremamente severa, sia a carattere Nazionale che a carattere Regionale. Il Consorzio fidi agisce da intermediario tra il professionista associato e l'Istituto di Credito convenzionato, che concede il credito a tassi agevolati forte della garanzia offerta dal Cofidi stesso. In alcune Regioni è prevista una normativa che prevede un finanziamento in conto interesse per tale rapporto di finanziamento, che rende ancora più appetibile tale strumento finanziario, ancorché lo vincoli a poche voci di spesa I vantaggi sono quindi quello di avere una minore esposizione al rischio del capitale investito, la massimizzazione della percentuale di intervento rispetto al valore dell'intero investimento e, per ultimo, ma non ultimo, un accesso al credito facilitato. 7.d) Società di servizi Occorre implementare quanto già fissato come obiettivo dalla giunta precedente. Lo sviluppo di una società che si occupi allo stesso tempo sia dei servizi utili all'associazione (quali ad esempio il supporto all'organizzazione del congresso nazionale), che dei servizi utili per tutti gli unionisti (molto importante è stato l'esempio messo a punto da alcune unioni locali che si sono organizzati per la gestione dei servizi collaterali alle vendite giudiziarie e tutti i servizi inerenti le attività che nel quotidiano andremo a impattare. 7.e) Creazione di nidi di categoria a favore di giovani professioniste La nostra categoria sta conoscendo una rapida ed impetuosa femminilizzazione e come le giovani donne sanno è oggi difficilissimo conciliare il ruolo di madre e di professionista, per la mancanza di strutture che possano accogliere i figli tra zero e tre anni. Se manca una rete di protezione familiare, la neo mamma è spesso costretta ad abbandonare lo studio per molti mesi, perdendo, a volte in modo difficilmente rimediabile, il contatto con una realtà professionale che corre sempre più velocemente. I costi per assumere una persona che accudisca in casa il figlio è proibitivo e spesso copre una parte rilevante dei guadagni rivenienti dalla professione senza contare le difficoltà a trovare persone adatte cui affidare un figlio. I nidi sui territori hanno spesso pochi posti disponibili che vengono occupati da famiglie con particolari situazioni di disagio. Riteniamo sia utile pensare alla costruzione di un progetto volto alla auto-creazione di nidi di categoria, con l'ambizione che questo progetto possa coinvolgere anche altre categorie professionali e, perché no, le donne imprenditrici, con il supporto, economico e logistico, degli Ordini locali e di altre associazioni di categoria. Questa è una idea che si colloca all'interno del più ampio contesto di un Welfare categoriale, attento alle risposte ai bisogni dei colleghi compresi nella fascia di età dai 25 ai 40 anni, che all'interno della categoria sono certamente i meno protetti ed economicamente autosufficienti. Conclusioni Molta strada è già stata fatta e molta è ancora da fare. La meta non è all'arrivo ma è frazionata lungo tutto il percorso, con tappe da raggiungere e superare. Il vero obiettivo è cercare di costruire un'associazione che sia moderna dinamica e al passo con i tempi per una professione che è cambiata negli ultimi quarant'anni è sta repentinamente cambiando chiedendo a tutti noi di reinventarci un nuovo modo di lavorare e un nuovo modo di fare Unione... ...senza mai prenderci troppo sul serio. Ancona, 2-4 ottobre 2008 Luigi Carunchio Luca Corvi Diego La Vecchia Eros De March Antonino Dattola Andrea Borghini Corrado Baldini Marco Botrugno Filippo Cappellini Eleonora Di Vona Aurelia Isoardi Vincenzo Laudiero Alessandro Mano Giuseppe Melara Manuel Euro Miraglia |
|||||||||||









