La Tribuna


L A   T R I B U N A 2010

Il mercato europeo delle professioni

Articolo pubblicato sul GDC di giugno 2005.

Il Parlamento europeo ha finalmente approvato il nuovo testo della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali in tutta l'Unione europea.
La direttiva detta le regole per "la libera prestazione di servizi e la libertà di stabilimento" di tutti i professionisti europei attuando una sorta di riconoscimento automatico delle professioni in tutta l'Ue, riducendo la burocrazia e prevedendo procedure più snelle che consentono ai professionisti degli Stati membri di circolare liberamente in tutto il territorio comunitario.
Gli Stati membri, qualora lo ritengano opportuno, potranno comunque richiedere al professionista ospite requisiti specifici sulla base della legislazione nazionale, rendendo, quindi, impossibile il riconoscimento di professioni che non sono in linea con le regole Ue e con le norme del paese nel quale si vuole avere accesso. Nessun vincolo per le associazioni che, al pari degli Ordini e Collegi, potranno essere riconosciute come autorità competenti in materia dallo Stato membro.
A questo punto dovremo attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e poi scatterà il periodo transitorio di due anni entro i quali gli Stati membri dovranno adeguare la propria legislazione.
E qui iniziano le dolenti note!!
Per quanto attiene il mondo accademico la direttiva prevede cinque livelli di qualifiche normative alle quali devono corrispondere altrettante competenze professionali. Saranno, di conseguenza, riconosciute automaticamente dallo stato ospitante tutte quelle professioni che presentano lo stesso livello di qualificazione, mentre, in caso di differenze sostanziali, lo Stato ospitante potrà chiedere un'integrazione dei titoli o chiedere al professionista di frequentare un tirocinio. Il problema è che non tutte le lauree triennali e quinquennali istituite in Italia sono conformi al modello europeo, secondo il quale ad un titolo di studio deve, di riflesso, corrispondere automaticamente una qualifica professionale. C'è da chiedersi cosa ne sarà delle migliaia di lauree triennali italiane.
Per quanto attiene il mondo delle professioni occorre sottolineare che in Italia non c'è alcun riconoscimento delle associazioni, a differenza di quanto accade in gran parte degli altri Stati membri. Occorre forse operare un distinguo terminologico: le associazioni di cui parla la Direttiva assomigliano in tutto e per tutto ai nostri Ordini professionali e non sono in nessun caso assimilabili alle nostre associazioni non regolamentate che fanno parte di un sistema duale che, ovviamente, non ha eguali in tutta Europa.
La nuova normativa compie un'importante passo in avanti per lo sviluppo del sistema professionale europeo. Per la prima volta l'Europa ha fatto chiarezza sulla differenza che passa tra un libero professionista ed un'azienda, evidenziando che, pur essendo strutturalmente un'entità economica paragonabile all'impresa, il libero professionista risponde anche ad altre logiche, in primis quella deontologica.
Appare, ormai, non più procrastinabile il varo della riforma delle professioni naufragata miseramente nel "decreto competitività", e visti i tempi parlamentari non rimane che attendere la nuova legislatura. La riforma del mercato delle professioni, oggi non più competitivo, necessita di un confronto aperto con il mondo delle professioni stesso, delle imprese, dei sindacati, dei consumatori.
Sorgono spontanee delle domande ma quale è il limite di sostenibilità dello sviluppo? Quali sono i veri vincoli allo sviluppo ed alla libera competitività? Sono forse le tariffe dei professionisti? Sono l'obbligo di rispettare le regole fissate da norme deontologiche? Sinceramente non ci sembra, non ci sembra davvero. Ed è questo il dubbio che si deve sciogliere subito ed una volta per tutte.
Occorre sgombrare il campo da troppi pregiudizi, i tempi sono cambiati. Non è possibile paragonare le libere professioni alle caste, infatti, tranne casi specifici (notai, medici ed avvocati) non esistono esclusive vincolanti. Sicuramente il sistema delle professioni va riformato, ma conservando e mantenendo le positività. I capisaldi delle professioni sono e devono rimanere il rispetto del codice deontologico, l'indipendenza e la presenza di standard qualitativi di formazione garantiti. È ovvio che, ldei tempi impone una riflessione sul sistema delle tariffe professionali e sui percorsi d'accesso agli albi. In entrambi i casi il mantenimento di norme di riferimento non deve essere visto come il mantenimento di gabelle medievali o di barriere all'accesso, ma piuttosto come la necessità di avere certezze.
Si dovranno poi affrontare una volta per tutte questioni delicate quali il riconoscimento delle professioni non regolamentate a condizione che non svolgano attività riservate agli Ordini esistenti, l'introduzione delle società tra professionisti, il superamento delle tariffe minime (da non leggere in antitesi con il mantenimento di regole per determinare gli onorari), la pubblicità.
La condizione posta per il riconoscimento delle professioni non regolamentate non deve essere interpretata come una politica di retroguardia atta alla mera conservazione dei propri "orticelli" come ama dire qualcuno, ma quanto l'affermazione del diritto ad evidenziare e riconoscere il percorso formativo che il professionista ha compiuto.
In un sistema dove proliferano le certificazioni (di processo, di prodotto, di tutela ambientale, di rispetto dei lavoratori, ecc…), non si comprende come possa essere così poco considerato il mondo dei servizi professionali. Per loro natura le prestazioni sono intangibili e scarsamente valutabili da parte del consumatore/utente, per cui avere un sistema di controllo / garanzia che vigili su quanti vogliono operare nel mercato è assolutamente necessario, a condizione che il controllo sia reale.
Come sempre noi giovani dottori commercialisti siamo pronti ad essere attori protagonisti e non comprimari del processo di rinnovamento, purchè ci venga data l'opportunità di partecipare alla formazione del pensiero innovatore.

Francesco Fiscella
Giunta UNGDC

MERCOLEDÌ 15 GIUGNO 2005
Le notizie di questa edizione:
Discorso sullo stato dell'Unione.
Giovedì 3 Luglio 2008
Roma, 15 dicembre 2007.
Venerdì 11 Gennaio 2008
Lettera a "Il Sole 24 Ore" di M. Piemonte, past president UNGDC
Mercoledì 24 Ottobre 2007
Il discorso del Presidente Michele Testa all'Assemblea dei Presidenti degli Ordini.
Giovedì 14 Dicembre 2006
Articolo pubblicato sul GDC di Ottobre 06.
Lunedì 16 Ottobre 2006
Articolo pubblicato sul GDC di Agosto 2006.
Mercoledì 6 Settembre 2006
Articolo pubblicato sul GDC di Luglio 2006.
Martedì 18 Luglio 2006
Articolo pubblicato sul GDC di Giugno 2006.
Lunedì 19 Giugno 2006
Articolo pubblicato sul n. 5 del GDC - maggio 2006.
Mercoledì 17 Maggio 2006
Lunedì 16 Ottobre 2006
Il provvedimento impositivo costituisce un provvedimento amministrativo e, come tale, è soggetto alla disciplina generale dettata dalla legge n 241/1990, oltre che alle leggi speciali tributarie.
Giovedì 11 Maggio 2006
Articolo pubblicato sul GDC di Marzo 2006.
Giovedì 16 Marzo 2006
Articolo pubblicato sul GDC di Aprile 2006.
Martedì 2 Maggio 2006
Articolo pubblicato sul GDC - n.2/06.
Giovedì 16 Marzo 2006
Articolo pubblicato sul GDC di Febbraio 2006.
Giovedì 23 Febbraio 2006
La Regione Puglia in questi giorni sta inviando degli avvisi di recupero della Tassa automobilistica dovuta per gli anni 2001 2002. Il presente contributo ha lo scopo di individuare i termini temporali entro cui la Regione è tenuta, a pena di prescrizione, ad esercitare l’attività di controllo.
Lunedì 6 Febbraio 2006
Articolo pubblicato sul GDC di Gennaio 2006.
Venerdì 27 Gennaio 2006
Articolo pubblicato sul GDC di Dicembre 2005.
Giovedì 15 Dicembre 2005
A cura del dott. Pietro Cantarelli - Collegio Probiviri UNGDC
Giovedì 15 Dicembre 2005
A cura del Presidente dell'UGDC di Rossano Calabro.
Venerdì 9 Dicembre 2005
Bari, 14 novembre 2005.
Lunedì 5 Dicembre 2005
Articolo pubblicato sul GDC di Novembre 2005.
Mercoledì 30 Novembre 2005
Articolo pubblicato sul numero speciale di Knos.
Giovedì 13 Ottobre 2005
Articolo pubblicato sul GDC di Agosto 2005.
Martedì 2 Agosto 2005
A cura del dott. Luigi Maida - UGDC di Foggia
Mercoledì 27 Luglio 2005
Articolo pubblicato sul GDC di luglio 2005
Mercoledì 20 Luglio 2005
Il mercato europeo delle professioni
Articolo pubblicato sul GDC di giugno 2005.
Mercoledì 15 Giugno 2005
Articolo pubblicato sul GDC di maggio 2005.
Lunedì 30 Maggio 2005
Pubblicato sul GDC di aprile 2005.
Mercoledì 27 Aprile 2005
A cura del dott. Luigi Maida - UGDC di Foggia
Giovedì 19 Maggio 2005
Pubblicato sul GDC di febbraio 2005
Martedì 22 Febbraio 2005
Pubblicato sul GDC di gennaio 2005
Venerdì 14 Gennaio 2005
Pubblicato sul GDC di Novembre 2004 - Tema: "Sviluppo sostenibile: etica e conoscenza"
Venerdì 19 Novembre 2004
GDC n. 10/Ottobre 2004 - Tema: Basilea Due
Lunedì 11 Ottobre 2004
Pubblicato sul GDC di Agosto 2004.
Lunedì 23 Agosto 2004
Pubblicato sul GDC n. 7 di Luglio 2004 dedicato al tema de "L'innovazione".
Mercoledì 14 Luglio 2004
Articolo apparso sul GDC n. 6 di Giugno 2004 incentrato sul tema "Made in Italy".
Mercoledì 9 Giugno 2004
Articolo pubblicato sul GDC di Maggio 2004.
Mercoledì 12 Maggio 2004
Articolo pubblicato sul GDC di Aprile 2004 sul tema "Internazionalizzazione delle imprese".
Lunedì 26 Aprile 2004
Articolo pubblicato sul GDC di Marzo 2004 sul tema "Il Calcio".
Mercoledì 7 Aprile 2004
Articolo pubblicato sul GDC di Febbraio 2004 sul tema "Corporate e controlli".
Venerdì 5 Marzo 2004
Articolo pubblicato sul GDC di Gennaio 2004 sul tema "I controlli".
Martedì 10 Febbraio 2004
Articolo pubblicato sul GDC di Ottobre 2005.
Martedì 4 Ottobre 2005
Pubblicato sul GDC di marzo 2005
Giovedì 31 Marzo 2005